“Stress ossidativo e infiammazione nella neurodegenerazione: un approccio multidisciplinare integrato”
Data:
7 Luglio 2026

Il 30 giugno 2026, presso l’Aula Magna Fratelli Pontecorvo dell’Università di Pisa, si è tenuto il convegno ECM dal titolo “Stress ossidativo e infiammazione nella neurodegenerazione: un approccio multidisciplinare integrato”, organizzato dall’Ordine dei Biologi della Toscana e dell’Umbria (OBToU) in collaborazione con la Federazione Nazionale degli Ordini dei Biologi (FNOB). Responsabili scientifici dell’evento erano la prof.ssa Silvia Pellegrini, Professore Ordinario dell’Università di Pisa e Segretario dell’OBToU, e il dott. Vincenzo Longo, Dirigente di Ricerca di IBBA-CNR Pisa e Professore honoris causa dell’Università di Life Sciences di Lublin.
L’evento, rivolto a biologi e medici, è stato concepito come momento di confronto multidisciplinare sugli aspetti di ricerca, clinici, diagnostici e nutrizionali implicati nel decadimento cognitivo e nelle malattie neurodegenerative. La presenza di un centinaio di partecipanti, numero massimo consentito dalla procedura di accreditamento, conferma il forte interesse della comunità professionale e scientifica verso questi temi, testimoniato anche dal vivace confronto tra relatori, moderatori e uditori che ha reso il meeting particolarmente interattivo.
La giornata si è aperta con i saluti istituzionali, che hanno evidenziato il valore scientifico e sociale dell’iniziativa. Con i loro interventi, Antonio Mazzeo, Vicepresidente del Consiglio Regionale della Toscana, e Frida Scarpa, Assessore del Comune di Pisa con delega ai rapporti con le istituzioni universitarie hanno voluto sottolineare l’alto prestigio del convegno e l’attenzione che la Regione Toscana e il Comune di Pisa riservano ai temi dell’innovazione, della ricerca scientifica, della formazione e della salute pubblica, riconoscendo il ruolo strategico dell’Università e degli enti di ricerca presenti sul territorio.
Presente a Pisa anche il Sen. Dott. Vincenzo D’Anna, Presidente della Federazione Nazionale degli Ordini dei Biologi, che ha richiamato i traguardi raggiunti dalla FNOB sotto la sua Presidenza a sostegno della professione di biologo. D’Anna ha, inoltre, sottolineato la crescente centralità dei biologi nei settori della salute, della prevenzione, della diagnostica, della nutrizione, dell’ambiente e della ricerca, evidenziando il ruolo della Federazione nel rafforzare l’identità professionale, la rappresentanza istituzionale e le opportunità formative della categoria. L’intervento si è concluso con un appassionato appello all’etica professionale e al senso di appartenenza alla categoria, con l’invito agli iscritti a superare l’astensionismo storico quando a breve saranno chiamati a votare per il rinnovo dei Consigli territoriali.
I lavori scientifici sono poi iniziati con la Lectio Magistralis del prof. Gianluigi Forloni, Direttore del Dipartimento di Neuroscienze dell’Istituto Farmacologico Mario Negri di Milano, dedicata a stress ossidativo e neuroinfiammazione come basi molecolari del danno neuronale. L’intervento ha posto l’attenzione sui meccanismi fisiopatologici che collegano l’eccessiva produzione di specie reattive dell’ossigeno, l’attivazione infiammatoria e la progressiva compromissione delle cellule nervose, con importanti implicazioni per la comprensione delle patologie neurodegenerative.
Il prof. Gabriele Siciliano ha affrontato il tema del ruolo dello stress ossidativo nelle malattie neurodegenerative, integrando evidenze cliniche e sperimentali. Dall’intervento è emerso il riferimento alla necessità di collegare i dati provenienti dalla pratica clinica con quelli derivanti dalla ricerca di laboratorio, per comprendere meglio l’evoluzione del danno neurologico e individuare possibili bersagli di prevenzione e trattamento.
La prof.ssa Claudia Carmassi ha trattato il tema dello stress ossidativo nei disturbi psichiatrici, evidenziando le correlazioni biologiche e le possibili implicazioni cliniche. L’intervento ha ampliato la prospettiva del convegno oltre le malattie neurologiche, mostrando come stress ossidativo, infiammazione e alterazioni neurobiologiche possano avere un ruolo anche nei disturbi psichiatrici.
Nel pomeriggio, la prof.ssa Silvia Pellegrini ha discusso il ruolo dei biomarcatori di danno neuronale e l’importanza del laboratorio clinico nella diagnosi e nel riconoscimento precoce del decadimento cognitivo. L’intervento ha evidenziato come la medicina di laboratorio possa contribuire in modo determinante all’identificazione precoce dei processi neurodegenerativi, favorendo un approccio tempestivo e personalizzato.
La dott.ssa Paola Tognini ha affrontato il tema dell’asse intestino-cervello e del microbiota, illustrando i meccanismi biologici e le implicazioni diagnostiche di questa complessa relazione. Il suo intervento ha richiamato l’attenzione sul ruolo del microbiota intestinale nella modulazione dell’infiammazione, del metabolismo e della comunicazione bidirezionale tra intestino e sistema nervoso centrale.
La dott.ssa Valentina Nicoletti ha presentato una relazione sulle strategie terapeutiche emergenti, offrendo una panoramica sulle nuove prospettive di intervento per la prevenzione e il rallentamento del decadimento cognitivo. L’intervento ha sottolineato l’importanza di integrare approcci farmacologici, diagnostici e preventivi, in un contesto in cui la diagnosi precoce e la personalizzazione terapeutica assumono un ruolo sempre più rilevante.
Il dott. Massimo Caliendo ha approfondito il rapporto tra nutrizione, metabolismo e infiammazione, con particolare attenzione alla modulazione dei pathway ossidativi e all’impatto sul rischio cognitivo. La relazione ha evidenziato come lo stato nutrizionale, il metabolismo e i processi infiammatori siano strettamente collegati alla salute cerebrale e possano rappresentare importanti ambiti di intervento preventivo.
Il dott. Vincenzo Longo ha concluso la sessione scientifica con un intervento dedicato ad antiossidanti e nutraceutici, discutendo evidenze cliniche, limiti metodologici e applicabilità. La relazione ha messo in evidenza il potenziale ruolo dei composti bioattivi, degli antiossidanti e dei nutraceutici nella prevenzione e nel rallentamento dei processi neurodegenerativi, sottolineando al tempo stesso la necessità di valutazioni scientifiche rigorose, studi clinici ben disegnati e corretta applicazione nella pratica professionale.
L’evento ha rappresentato un importante momento di aggiornamento scientifico e professionale, confermando il valore della collaborazione tra ordini professionali, università, istituzioni locali, enti di ricerca e sistema sanitario.









Ultimo aggiornamento
7 Luglio 2026, 12:07
Ordine dei Biologi della Toscana e dell'Umbria